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McLaren è ufficiale la partnership con Intel: ecco perché è un accordo strategico

La multinazionale dei microprocessori oltre ad apparire sulle monoposto di F1 e Indycar con una sponsorizzazione importante, porterà alla squadra di Woking la potenza di calcolo che consentire analisi in tempo reale e processi decisionali durante la gara.

La McLaren si rafforza finanziariamente. Zak Brown e lo staff commerciale della squadra di Woking hanno raggiunto un accordo con Intel che è stato ufficializzato giovedì 14 maggio.

McLaren Racing, infatti, ha annunciato una importante partnership tecnologica pluriennale con Intel, che entra a far parte del team come Official Compute Partner del McLaren Mastercard Formula 1 Team e dell'Arrow McLaren IndyCar Team. Nell'ambito dell'accordo, Intel diventerà anche Official Partner del McLaren F1 Sim Racing Team.

Nella partnership non ci sarà solo un rapporto di natura finanziaria, visto che Intel, uno dei colossi nell'ingegneria dei semiconduttori, potrà supportare McLaren Racing nella trasformazione di grandi volumi di dati in informazioni utili attraverso una piattaforma di calcolo sicura e scalabile. Ciò include l'edge computing in pista per consentire analisi in tempo reale e processi decisionali durante la gara migliorando la gestione strategica della squadra.
Il marchio Intel comparirà sulle vetture del McLaren Mastercard F1 Team a partire dal prossimo GP del Canada, mentre sulle monoposto dell'Arrow McLaren IndyCar Team si vedrà alla Freedom 250 di Washington DC di quest'anno e alla Indy 500 a partire dal 2027.

Intel sarà presente anche sui simulatori di gara del McLaren F1 Sim Racing Team per l'evento finale del F1 Sim Racing World Championship di questo mese. Dalla stagione 2027, Intel sarà presente anche sulla livrea virtuale del team.

Zak Brown, CEO di McLaren Racing, ha dichiarato: "Le prestazioni nelle gare IndyCar e di Formula 1 sono guidate dalla tecnologia e la partnership con Intel rafforza la nostra capacità di innovare su larga scala. Intel è già una parte importante del nostro ecosistema tecnologico e la sua leadership nel settore dell'informatica giocherà un ruolo fondamentale nel modo in cui progettiamo, costruiamo e gareggiamo con le nostre vetture. Siamo entusiasti di consolidare ulteriormente questa collaborazione".

Fonte:
motorsport.com

McLaren al lavoro per correggere il concetto della MCL40

La McLaren lavora su due fronti: l'ala anteriore inaugura un nuovo concetto, mentre evolve anche l'approccio alle gomme

La McLaren sta lentamente ricalibrando la direzione per lo sviluppo della MCL40. A Woking si lavora soprattutto su aerodinamica e gomme, due macroaree strettamente legate tra loro. I campioni del mondo stanno affinando l'approccio alle Pirelli 2026, mentre in cantiere vi sono diversi aggiornamenti basati sulla nuova ala anteriore, che incarna un nuovo concetto. Prima ancora di migliorare le prestazioni, la McLaren sta cercando di far lavorare la macchina in modo diverso, anche per risolvere i problemi in frenata denunciati dai piloti.

La centralità della nuova ala
Negli ultimi appuntamenti la formazione campione del mondo ha dedicato grande attenzione alla nuova ala anteriore introdotta in Canada, poi accantonata in gara a fronte dei problemi emersi in prova. La squadra ha poi apportato alcune modifiche aerodinamiche e meccaniche all'alettone, sia a Monaco che a Barcellona, dove a quel punto ha riscontrato una buona corrispondenza con le simulazioni, promuovendone l'utilizzo. "Volevamo capire un po' meglio il comportamento dell'ala anteriore in pista rispetto ai nostri strumenti di sviluppo", ha commentato Andrea Stella.

L'episodio non è necessariamente un indizio di problemi di correlazione. Come ha spiegato il Team Principal, quest'anno le squadre stanno introducendo le novità appena possibile, a volte anche prima del tempo per godere subito del guadagno prestazione, ma non solo: "Non appena sono pronte le montiamo in macchina, perché vogliamo apprendere il più possibile sulle nuove parti e su come si comportano. Come conseguenza del cambio regolamentare, l'aerodinamica delle auto non è ancora molto matura".

In realtà, non era previsto che la nuova ala dovesse portare a un salto importante, incarnando semmai "l'inizio di un nuovo concetto". Rivoluzionare l'ala anteriore vuol dire cambiare la struttura dei flussi che investono il resto della monoposto, portandola a lavorare in maniera diversa. A domanda diretta se il nuovo alettone anticipi un cambio di concetto per l'intera MCL40, Andrea Stella, sempre preciso nelle risposte, è rimasto sul vago. Tuttavia, in un'altra occasione il Team Principal ha confermato che la McLaren sta lavorando proprio attorno al nuovo alettone: "Era importante caratterizzarla molto bene, perché ci saranno numerosi sviluppi basati su questa ala anteriore".

Il reset tecnico
Correggere il concetto della MCL40 non vuol dire necessariamente stravolgerne le forme, ma cambiare il modo in cui lavora a 360°. Non è un caso che nelle sue analisi Andrea Stella non voglia separare le singole aree: "Sappiamo che abbiamo grandi opportunità per migliorare la macchina dal punto di vista aerodinamico e di come interagisce con le gomme". Il Team Principal, ad esempio, ritiene che la McLaren debba sviluppare il progetto per sfruttare meglio le Pirelli 2026: "Non penso ci sia un'enorme differenza in ciò di cui le gomme hanno bisogno [rispetto all'anno scorso]. Potrebbe esserci stato un piccolo cambiamento per via del fatto che sono più piccole. Tuttavia, più che le gomme ad essere cambiate radicalmente, dobbiamo progettare noi la macchina per rispondere alle loro esigenze".

L'anno scorso la McLaren era il punto di riferimento quando si trattava di accendere le gomme e gestirle sulla lunga distanza, ma il nuovo ciclo tecnico ha invitato a cambiare approccio: "C'erano degli aspetti progettuali che volevamo resettare per ragioni che non hanno a che vedere solamente con le gomme, ma anche con altri parametri. Adesso stiamo gradualmente evolvendo verso ciò che pensiamo sia la cosa giusta per le gomme. È stato un reset a cui eravamo stati costretti mentre disegnavamo un'auto interamente nuova, il che ha creato delle esigenze extra che dovevamo soddisfare tutte insieme per iniziare un nuovo progetto. Adesso stiamo iniziando a sviluppare e ad affinare le aree dove ci sono le opportunità più grandi".

Il problema con le gomme
Andrea Stella ha più volte ribadito i limiti della MCL40 sul fronte pneumatici: "Al momento non siamo così competitivi come lo eravamo nel 2025 in termini di preparazione e degrado gomma ed è un chiaro obiettivo per lo sviluppo". Barcellona, in realtà, ha dimostrato che quando la sfida è contenere il surriscaldamento degli pneumatici, la McLaren non è lontana dalla Mercedes. Il difficile per i campioni del mondo semmai sta nel mandare le gomme in temperatura in determinate condizioni, come quelle incontrate nei due appuntamenti precedenti. In Canada, ad esempio, Piastri ha affermato di non essere mai riuscito a centrare la finestra di utilizzo delle sue coperture.

Accendere le nuove Pirelli si sta rivelando più difficile rispetto alla scorsa stagione. Il prodotto 2026 è più rigido, complici le elevate pressioni di gonfiaggio, mentre le auto sprigionano meno carico aerodinamico, soprattutto ad ali aperte in rettilineo. Come se non bastasse, la necessità di ricaricare la batteria trattiene i piloti dallo spingere troppo nel giro di lancio, senza poter scaldare a dovere le gomme. Riuscirci è stato decisamente critico a Monaco e Montreal, piste a bassa energia, dall'asfalto liscio e con basse temperature ambientali.

In queste occasioni la McLaren ha faticato più della concorrenza, anche per il modo di lavorare della MCL40, come ha riconosciuto Andrea Stella: "La MCL40 è molto gentile sulle gomme. In parte è com'è stata progettata, ma in parte è un aspetto che vogliamo migliorare. Quando ci sono eventi in cui bisogna essere bravi a immettere energia nelle gomme, noi fatichiamo". Anche per questo a Woking si studia come far lavorare l'auto diversamente, con la consapevolezza, comunque, che aumentare il carico aerodinamico aiuterebbe non poco.

Le difficoltà al volante
Ad oggi la MCL40 è un'auto che manca di carico e grip, una carenza che causa grandi difficoltà quando bisogna frenare in combinato. "Il punto è che non possiamo fare due cose insieme: o freniamo o sterziamo, non c'è una via di mezzo", ha detto chiaramente Lando Norris. Anche in questo caso, il campo dell'aerodinamica si intreccia con quello delle gomme. In McLaren c'è la sensazione che le nuove Pirelli non abbiano la stessa capacità dell'anno scorso di passare dai carichi longitudinali in staccata a quelli laterali in curva. L'azienda italiana non ha riscontrato lo stesso fenomeno, ma entrambe le parti concordano che avere più carico aerodinamico gioverebbe al grip sprigionato dagli pneumatici.

A Barcellona la MCL40 si è rivelata molto competitiva nelle curve veloci, come la 3, la 9 e la 14, andando in sofferenza invece alle medie e basse percorrenze. È proprio in quell'intervallo, però, che si vincono i campionati e dove la McLaren aveva costruito le sue fortune nel 2024 e nel 2025. La squadra di Woking arrivò sul tetto del mondo dopo un cambio di concetto attuato nel 2023 e chissà che la storia non possa ripetersi anche questa volta.


fonte: formulapassion.it