Autore Topic: Ron Dennis  (Letto 130732 volte)

Offline Frenkoz

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Ron Dennis
« il: 30 Luglio 2008, 14:27:58 »
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Ron Dennis nasce a Woking (Surrey, U.K.)  il 1 giugno 1947. Quel bambino un po’ irrequieto ma già molto attento, frequenta le scuole ordinarie fino all’età di sedici anni, quando decide di abbandonare la formazione scolastica per iniziare a lavorare come apprendista meccanico presso la Thomson & Taylor, il leggendario distributore di Alfa Romeo per l’Inghilterra. Intanto però tutti i pomeriggi seguiva un corso part-time di tecnologia dei veicoli al Guildford Technical College, quella che noi definiremmo una scuola serale. E così, studiando e lavorando per tutti i giorni della sua adolescenza , va da Woking a Weybridge, vicino al circuito di Brooklands, con il carico di speranza di un quasi diciottenne che sa che la sua unica strada corre su un’ auto, da mettere a posto, da migliorare, per migliorarsi, come del resto rapidamente riesce imparando molto dai suoi ben più esperti colleghi. Quando però la T&T divenne una consociata del Chipstead Motor Group, decise di compiere il primo salto: si trasferì alla Cooper Car Company (la stessa della MiniCooper) come meccanico-teenager in una squadra composta da colleghi che si aggiravano sulla trentina. Qui costruisce auto per la F2 e la F3 iniziando da garzone, porta caffè imparando però l’arte del meccanico di auto da corsa. Esordisce in F1 il 23 ottobre del 1966, esordisce in F1 nel GP del Messico (vinto dalla Cooper di Surtees): ha 19 anni, e il pilota di punta della Cooper era un certo Jochen Rindt. Quando però lo stesso Rindt decise tre anni dopo di approdare in Lotus, fu nominato capo meccanico di Sir Jack Brabham. L’anno seguente (1970) il giovane Dennis è purtroppo protagonista di un curioso aneddoto accaduto a Brands Hatch. Ron Tauranac, responsabile tecnico del team, calcola il quantitativo di benzina necessario a disputare il GP e fa eseguire il rifornimento a Dennis poco prima della partenza. Ron però tralascia un particolare non da poco; la carburazione della vettura. Infatti, nel warm-up del mattino, a causa della temperatura decisamente fresca, la carburazione è esageratamente ricca e lui si dimentica di regolarla “normale”, dato che per il GP la temperatura si è alzata. La conseguenza è che il Cosworth consuma più del dovuto e, proprio all’ultima curva, Brabham rimane a secco, viene superato dalla Lotus di Rindt e perde un GP già vinto.
E’ nel 1971 che avvenne il secondo salto nel vuoto: dopo il ritiro di Brabham decide di mettere in campo un’idea che da tempo circolava nella sua testa e in quella del suo amico e collega Neil Trundle (che oggi è capo dei progetti speciali di Mclaren Racing), più che un idea un sogno: fondare da nulla una propria squadra, diventare garagisti a 24 anni: così pieni di ambizioni e partendo da un investimento di 2000 pounds stringono un accordo con Tauranac per gestire due BT36 motorizzate Cosworth. E quel sogno diventa realtà: in quell’anno venne fondata la Rondel Racing, squadra di F.2 con sede presso la Gomm Metal Development a Woking in un vecchio capannone di proprietà di un certo “Mo”. Il debutto del team avviene il 4 aprile 1971.


Alla seconda gara, a Thruxton, Graham Hill regala la prima vittoria a Dennis e Trundle battendo Ronnie Peterson e Derek Bell.Così nei primi anni Settanta, aiutato economicamente anche da Tauranac, la Rondel Racing ottenne i primi importanti successi.Le sue capacità imprenditoriali lo aiutano l’anno successivo a chiedere e ottienere l’appoggio finanziario della società petrolifera francese Motul, così la compagnia e la macchina presero quel nome. La Motul Rondel Racing si comporta bene: Schenken vince a Hockenheim, è due volte 2° a Interlagos e 3° a Oulton Park,Henri Pescarolo vince al Gp del Mediterraneo presso il lago di Pergusa (Villaggio Pergusa è infatti una frazione di Enna) ,Bob Wollek è 2° a Imola, 3° a Hockenheim e ad Albi,Derek Bell è 2° al Nurburgring e Carlos Reutemann è 3° a Mallory Park, Crystal Palace, Rouen e Zeltweg.

All’inizio dell’estate del 1972, Ron Dennis ebbe un grave incidente stradale addormentandosi al volante della sua automobile. Subì gravi lesioni alla testa e restò diversi mesi in ospedale. Il suo volto venne “salvato” con l'aiuto della chirurgia plastica. L’incidente costrinse Dennis a rivestire un ruolo più prettamente manageriale che attivo e questo lo portò a pensare ad una vettura autocostruita. La vettura venne commissionata alla Aerodynamics Ray Jessop, un’azienda che ha già collaborato con la Brabham negli anni ’60: nacque così la Motul M1. Nel 1974 però la grave crisi petrolifera mondiale condizionò pesantemente anche gli sviluppi di questa squadra: la Motul decise di lasciare e Dennis e Trundle si ritrovarono con una macchina pronta ma senza finanza: deciserò così di sciogliere la Rondel Racing e di porre dine ala cosiddetto “Project Two”. Senza soldi e senza squadra, abbandonato dal suo compagno Neil fu chiamato gestire l’Ortega Ecuador Marlboro Team in Equador: questa esperienza fu a dir poco disastrosa e servì solo a Ron per iniziare i contatti con la multinazionale del tabacco Philip Morris. La sua vita era ancora una volta a una svolta: nel 1975 decise di fondare la ”Project Three Racing” acquistando March 752 motorizzate BMW Schnitzer affidandone una a Vittorio Brambilla, correndo sempre in F2. L’anno seguente fonda la ”Project Four Racing” le cui auto montano il motore Dino Ferrari della Lancia Stratos preparato dai fratelli Brambilla. Nello stesso anno si trasferì a Woking. Nel finale di stagione, abbandonato definitivamente l’esperimento col motore Ferrari, Dennis acquistò due Ralt RT1, la nuova monoposto creata da Ron Tauranac. Cheever concludendo il campionato europeo al 9° posto.Guidarono per Dennis anche Mikko Kozarowitzky e Luciano Pavesi.


Dennis ha però bisogno di una nuova struttura e così posa gli occhi su un team ormai non più competitivo e bisognoso di un forte rilancio: la McLaren di F1. Con l’appoggio della Marlboro, propone di associarsi alla fine del ’79 ma Teddy Mayer rifiuta quella proposta. Ormai il gruppo dirigente della McLaren non riesce a togliere un ragno da un buco da anni (l'ultima vittoria fu quella di Hunt al Fuji '77) e le vetture biancorosse sono spesso al limite della non qualificazione.La Philip Morris aumenta la pressione sulla McLaren. Nel 1980 infatti la sponsorizzazione viene divisa con l’Alfa Romeo, ora il trattamento sarà completamente diverso da quello cui era abituata la McLaren e Teddy Mayer deve infine cedere. Nel mese di settembre (poco prima del GP Italia a Imola), la nuova società McLaren International presenta Ron Dennis come nuovo team manager. Il 1° novembre 1980, il vecchio team McLaren confluisce nella nuova società. Il nuovo assetto societario prevede una suddivisione al 50% tra la vecchia e la nuova dirigenza: Dennis, Barnard e Creighton Brown da una parte, Mayer ed il vecchio DT Tyler Alexander dall’altra. Barnard prende il posto di Tyler Alexander, Teddy Mayer si occupa della parte amministrativa e diventa Presidente della nuova società. Dennis invece seguirà i rapporti con gli sponsors e lo sviluppo tecnico della nuova monoposto.(da qui le vetture inizieranno a portare la sigla Mp4: Marlboro Project Four, anche se poi dopo il 1997 la lettera M venne presa convenzionalmente come l’iniziale di McLaren)

Da qui i traguardi si susseguono uno all’altro:nel 1981 durante il Gp di Francia (e a 2 anni e mezzo di distanza) una McLaren torna in prima fila. Nel successivo Gp di Silverstone Ron Dennis porta a casa il suo primo meritatissimo successo in F1 con la Mp4/1 guidata da John Watson: una vittoria che mancava alla McLaren (e alla Marlboro) dal 23 ottobre 1977. La MP4/2 di stabilisce un record di 12 vittorie in 16 GP disputati, "cancellando" la mitica Lotus 79.L’intuito ed il coraggio di Dennis e Barnard sono ripagati. Nel 1982 Dennis e Barnard rilevano le quote di Mayer ed Alexander ( Dennis avrà il controllo pressoché totale del team fino al 1996).
Dopo il Patto della Concordia che “legalizza” i motori sovralimentati, da buon team manager Dennis capisce che di lì a poco il turbo prenderà il sopravvento sul vecchio Cosworth e pensa di proporre alla Porsche la costruzione di un motore per la F1. Capisce che per convincere il motorista deve trovare un valido finanziatore esterno e l’appoggio di un interlocutore tedesco.
Dennis contatta la TAG, già sponsor della Williams, e propone a Mansour Ojjeh, figlio del proprietario Akram e rappresentante dell’azienda per l’Europa nonché grande appassionato di F1, di entrare in partecipazione nella McLaren International. Così nel 1985 Ojjeh ("TAG") rileva le quote di Barnard e forma insieme a Dennis la "TAG McLaren Group". Dennis con il 40% delle azioni resta presidente del gruppo.
Come pilota Ron Dennis non è mai stato un granché, a dimostrazione di questo il 23 ottobre 1993, a Suzuka, prima delle prime prove libere del GP del Giappone Ron Dennis invita Berger a fare un giro di pista sul primo (ed al momento unico) esemplare della supercar F1.Risultato: dopo alcune decine di metri esce di pista danneggiando in gran parte la vettura.


Nel 1996 la McLaren effettua una patnership per la fornitura di motori con la casa della Stella, la Mercedes, che nel 2000 effettua l’opzione sul 40% delle quote societarie del McLaren Group al quale Ron Dennis è a capo, diventando così l’azionista di maggioranza. Nel 2007 Ron Dennis e il socio Mansour Ojjeh vendono la metà delle proprie quote (15% ciascuno) alla Mumtalakat Holding Company, compagnia appartenente alla famiglia del ragno del Bahrein: il duo anglo-arabo si assicurà però l’appoggio quasi incondizionato della compagnia.

Ron Dennis ha avuto 3 figli di cui due femmine dalla moglie Lisa da cui però nel 2008 ha divorziato: L’ex moglie ha collaborato alla realizzazione del fumetto “Mac & Lauren” ed è stata sempre presente ai Gp come spesso lo sono state le figlie. E’ considerato uno degli abitanti più ricchi del Regno Unito con un patrimonio valutato di 90 milioni di sterline. Ama spostarsi da un Gp all’altro a bordo del suo jet privato.E’anche divenuto famoso per il suo linguaggio (Ronspeak) e per la sua sintassi durante i discorsi: volutamente complicata ed ecessiva. Questo suo mdo di parlare è stato più volte sottolineo da Matt Bishop, direttore del magazine F1 Racing: ora il capo delle comunicazioni e delle pubbliche relazioni del McLaren Group. L’ultima sua invenzione linguistica risale al Gp del Bahrein: commentando con un giornalista la perdita di sei chili del pilota della Bmw-Sauber Robert Kubica e i successivi buoni risultati della sua vettura disse che Robert non era affatto avvantaggiato, neanche per il fatto di entrare più facilmente in vettura per via del suo imponente “nasismo”. Nel 2004 è stata ultimata la costruzione del McLaren Technology Centre, anche chiamato Paragon, a Woking nel Surrey, dove tutto è iniziato. E’ la creatura per il futuro della McLaren, costruita a sua immagine e somiglianza, dalla scelta delle piastrelle, alla disposizione di mobili e uffici.

Nel corso degli anni il meccanico di buone speranze proveniente da Woking ha ricevuto molti prestigiosi premi:nel 1988 viene premiato con la "The BARC Gold Medal" per meriti nel mondo dell'automobilismo, nel 1996 gli viene assegnato dalla De Montford University il DTech onorario e nel 1997 dalla City University di Londra il DSc onorario prima che nel 2000 gli venga consegnato il CBE per i servizi offerti nel mondo dell'automobile, poi, il 1 dicembre viene premiato con la laurea ad honorem presso la "Schools of Mechanical and Materials Engineering and of Engineering in the Environment" presso l'Università del Surrey. Gli viene conferita dal Duca di Kent, Cancelliere dell'Università del Surrey, per aver dato un significativo contributo all'industria dell'automobile e per essere il supremo ambasciatore della Gran Bretagna.
Ancora:nel 2000 è diventato Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico,nel 2007 ha vinto il BRDC Colin Chapman Award e nell’anno seguente (2008)  riceve dalla Royal Academy of Engineering il Prince Philip Medal, assegnato annualmente agli ingegneri che hanno dato un eccezionale contributo all'ingegneria, al suo sviluppo, alla pratica e all'istruzione della stessa.


Ron Dennis porta la McLaren a essere una delle squadre più titolate della storia della F1 con 11 titoli piloti e 8 costruttori, e tuttora è l'unico costruttore al mondo ad aver ottenuto almeno una vittoria in ciascuna delle tre più prestigiose competizioni automobilistiche (campionato di Formula 1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 ore di Le Mans).Molto tempo è passato dalla primo titolo vinto con la M23 guidata da Fittipaldi nel 1974 (accoppiata piloti e costruttori) e molti altri campioni si sono esaltati sulle vetture McLaren. Ma senza il suo genio, il suo coraggio, le sue capacità, la sua sfrontataggine e la sua voglia di emergere dal 1980 in poi “tutto il resto” non sarebbe potuto accadere.








Seppur parziale e incompleta questa rappresenta un primo tentativo di raccogliere informazioni e dati sul presidente della nostra beneamata, sentitevi liberi di dare aggiustamenti, opinioni e critiche. La condivisione è tutto :-).
« Ultima modifica: 05 Maggio 2020, 14:26:40 da Mika84 »
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Ron Dennis
« il: 30 Luglio 2008, 14:27:58 »

Offline Frenkoz

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #1 il: 30 Luglio 2008, 14:30:35 »
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Ron Dennis (19 anni) e Jack Brabham






Da sinistra Clive Walton, Ron Dennis, Neil Trundle e Preston Anderson ai tempi della Rondel





Ron Dennis al lavoro





Ron Dennis in pausa (1971)





1971 Ron Dennis spinge al vettura al Jochen Rindt Memorial Trophy





Ron Dennis al lancio della McLaren International con Teddy Mayer al centro





Ron Dennis e Jack brabham,  Monza1968





Dennis, Prost e Ojey






Il triumvirato: Ron Dennis, Norbert Haug e Martin Whitmarsh





Ron Dennis e figlio





Ron Dennis con la moglie Lisa
« Ultima modifica: 30 Luglio 2008, 14:32:09 da Frenkoz »
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Offline Ice Man

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #2 il: 30 Luglio 2008, 16:04:10 »
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Complimenti Frenkoz: la biografia di Ron è impressionante a livello di contenuti, così come sono veramente belle le immagini della sua carriera sportiva. 
:-appl :-appl :-appl :-appl :-appl :-appl :-appl


"Vogliamo dominare. Vincere gare è difficile, ma dominare lo è ancora di più" - Ron Dennis

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #3 il: 30 Luglio 2008, 17:44:54 »
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Ribadisco a Frenkoz i complimenti già fatti in privato! Un eccellente lavoro!

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #3 il: 30 Luglio 2008, 17:44:54 »

Offline Kima Hamilton

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #4 il: 30 Luglio 2008, 20:48:55 »
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Lavoro davvero eccellente !!!
complimentoni!!!

Offline Davrin

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #5 il: 31 Luglio 2008, 11:13:13 »
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Complimenti!

Davvero una grandissima biografia, molto puntale in ogni suo aspetto :-appl

Offline riccardo

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #6 il: 31 Luglio 2008, 18:33:42 »
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BRAVISSIMO Zio :-appl :-appl :-appl

nel 1992 -3  fù il team più vincente della F1,traguardo raggiunto dopo soli 12 anni dalla sua presidenza

Offline Ron-AyrtonXsempre

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #7 il: 15 Novembre 2008, 02:21:37 »
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Bellissima biografia ! Complimenti. Un bel ommaggio.

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #7 il: 15 Novembre 2008, 02:21:37 »

Offline Mika84

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #8 il: 15 Novembre 2008, 09:51:30 »
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Ron Dennis. Il ri-fondatore della McLaren.  :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp :-supp
"I went completely on the inside and overtook the backmarker and at same time overtook the Michael. It was a great overtaking manoeuvre, and I loved it. I’m not sure if the Michael did." M.H.

Offline camuno

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #9 il: 18 Novembre 2008, 07:07:58 »
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E' l'ultimo "vero" rimasto insieme a Frank Williams...
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Offline Ice Man

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #10 il: 26 Novembre 2008, 19:13:23 »
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Il nostro Don Dennis nel recente 1996:



:-ahah :-ahah :-ahah :-ahah :-ahah :-ahah


"Vogliamo dominare. Vincere gare è difficile, ma dominare lo è ancora di più" - Ron Dennis

Offline Kima Hamilton

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #11 il: 26 Novembre 2008, 19:28:44 »
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Semplicemente Ron : Mitico Unico Superbo!

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #11 il: 26 Novembre 2008, 19:28:44 »

Offline riccardo

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #12 il: 26 Novembre 2008, 21:23:08 »
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 :-evvi :-evvi :-evvi


pensate cosa deve sopportare!!! stare a sentire quello che parla e pontifica

Offline riccardo

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #13 il: 26 Novembre 2008, 21:25:09 »
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penso abbia avuto un orgasmo, il maiale gli fà le congratulazioni nel 99 dopo il giappone :-evvi :-evvi :-evvi

Offline Frenkoz

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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #14 il: 26 Novembre 2008, 21:28:11 »
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the best
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Re: Ron Dennis: l’ uomo, il mito, la McLaren
« Risposta #14 il: 26 Novembre 2008, 21:28:11 »